martedì 17 gennaio 2017

nuova uscita per la nostra Rita Pinna

Progetto Tiamat


Ed eccomi qui , con immenso piacere ad annunciarvi una nuova uscita della nostra Rita: Progetto Tiamat sembra promettere avventura e tante , tante emozioni. Il solo estratto mi ha catturato e sono corsa ad acquistarlo... e voi cosa aspettate? 
Buona lettura a tutti e un enorme in bocca al lupo a Rita per questa nuova avventura! 

Sinossi

L’unico modo di sopravvivere è arrivare.
Un viaggio nel mistero e nell’avventura, attraverso gli arcani della Sardegna. 
La ricerca della pace interiore sconvolta da un tragico incidente. Una banda di criminali intenzionati a uccidere Diana si scontrerà con avversari di un mondo invisibile e niente è ciò che sembra.
Un Susseguirsi di colpi di scena, omicidi e situazioni senza via di fuga nella bellissima terra di Sardegna tra nuraghi e Tombe di Giganti.
Un percorso che porterà i protagonisti a scoprire se stessi durante la ricerca di un misterioso oggetto rivendicato da oscure potenze. La consapevolezza della fine imminente cambierà per sempre le loro vite.

Estratto.

Diana aspettava davanti alle transenne. Teneva le braccia strette al petto, inquieta e infreddolita. Il fumo riempiva l'aria. Si scervellava cercando una risposta all’accaduto, un poliziotto aveva in mano i suoi documenti cercando le somiglianze con la ragazza di fronte a lui. Sapeva che l'uomo aveva delle difficoltà a farle combaciare. Il tesserino di riconoscimento del museo ritraeva una studentessa dalla carnagione chiara, con i capelli neri raccolti e fermati con una matita e gli occhi verdi nascosti da un paio di occhiali con la montatura di tartaruga. Tutto l'opposto della ragazza che il giovane ufficiale aveva di fronte: fradicia, dall'aspetto disordinato, con i capelli lunghi arruffati e incollati al viso. Gli occhi esprimevano panico e confusione. Diana non si era ancora ripresa dall’incidente di alcuni anni prima che gli aveva portato via suo marito Paolo. I segni lasciati dall’angoscia e dalla tristezza erano ancora visibili nel suo viso. Aveva trascorso gli ultimi tre anni a catalogare ed esporre i reperti trovati nella loro ultima avventura. La bambina nata dal loro amore le aveva riempito le giornate con gioia. Il lavoro aveva completato il cerchio. Aveva solo trentacinque anni ma le sembravano cento. Se non fosse stata per sua figlia, sarebbe caduta nel baratro e non ne sarebbe più uscita. Guardò dritta davanti a se, i ricordi si appannarono davanti a quella bolgia. La piazza era invasa dai giornalisti e le luci delle telecamere. I furgoni delle televisioni erano parcheggiati alla rinfusa, quasi non si poteva passare. Fra le squadre di emergenza, notò anche due veicoli militari, con soldati armati di fucile. La possibilità di un attentato terroristico non si poteva scartare. Diana aveva sentito dire che poteva essere un possibile attacco terroristico da un reporter che aveva dovuto schivare per raggiungere le transenne. Aveva continuato a farsi strada fra la folla, respirando profondamente, concentrandosi sul proprio scopo. Rimpiangeva di non aver preso l'ombrello. Era uscita subito dopo la telefonata, giusto il tempo di indossare un paio di jeans e una felpa. Si era infilata una giacca ma, nella fretta, aveva lasciato l'ombrello vicino alla porta. Solo quando aveva raggiunto il pianterreno del palazzo ed era uscita in tutta fretta sotto la pioggia si era resa conto di averlo dimenticato. L'angoscia le aveva impedito di risalire al quarto piano per recuperarlo. Doveva sapere che cos'era accaduto al museo. Aveva trascorso gli ultimi tre anni ad allestire la collezione dei “Giganti” e gli ultimi due a gestire i progetti di ricerca del museo. Che cos'era andato distrutto? Che cosa si poteva salvare? La pioggia aveva ripreso ad abbattersi in un persistente acquazzone, ma almeno il cielo notturno era meno burrascoso. Quando aveva raggiunto l'improvvisato posto di controllo che sbarrava l'accesso, era inzuppata fino all'osso. Rabbrividì quando il poliziotto si mostrò soddisfatto del suo documento d'identità. “È autorizzata a entrare.” Un altro poliziotto la scortò fino all'ingresso. Diana alzò lo sguardo verso la facciata del museo.  Con le sue mura di pietra era inespugnabile quanto un castello medievale. Ma in alcuni casi anche i castelli si arrendevano.
Fu accompagnata all'interno. Passarono attraverso alcune porte contrassegnate come riservate. Sapeva dove la stavano portando. Nella sala dei video. Alla porta montava di guardia un carabiniere armato con il corpetto antiproiettile. Mentre si avvicinavano annuì, li stava chiaramente aspettando e spalancò la porta. La sua scorta la consegnò a un uomo vestito in borghese, un anonimo completo blu. Era molto più alto di Diana, i capelli completamente neri e lo sguardo malinconico. La pelle del viso era arrossata e aveva un'ombra di barba grigia sulle guance: non si era rasato. Con tutta probabilità era stato buttato giù dal letto.
 Le tese la mano. “Ispettore Delrio.” Disse con tono risoluto come la stretta di mano. “Grazie per essere venuta con tanta sollecitudine.” Lei annuì, troppo nervosa per rispondere. “Se vuole seguirmi, dottoressa, abbiamo bisogno del suo aiuto per indagare sulla causa dell'esplosione.”
“Il mio aiuto?” riuscì a mormorare. Attraversò una sala affollata dal personale che lavorava al museo. A quanto pareva, era stato convocato lo staff al completo. Riconobbe parecchi uomini e donne con cui, negli anni, aveva collaborato, ma in quel momento loro la guardavano con diffidenza, quasi fosse la responsabile dell’esplosione. Il brusio delle loro chiacchiere tacque al suo passaggio. Dovevano aver saputo della sua convocazione ma, come lei, sembravano non conoscerne il motivo.

Due ore prima
Una luce bluastra vagava attraverso le gallerie del museo di Cagliari. Il temporale era ormai, all’apice della sua potenza. La guardia notturna osservava con noncuranza i video della sorveglianza.
Era mollemente adagiato sulla poltrona quando, un movimento appena avvertito lo fece trasalire. Si sedette in allerta, leggermente chino verso il video, e la vide: una sfera che galleggiava a mezz’aria. L’oggetto era nella sala del “Principe di Shardan.”
Conteneva oggetti interessanti non solo per gli archeologi: pietre rare e gioielli, resti fossili, utensili del periodo neolitico.
Vicino al centro della sala, la sfera di luce bluastra del diametro di mezzo metro fluttuava pigra per la stanza. Emetteva un leggero balenio, e la sua superficie rifletteva la luce dei lampi.
Mentre l’agente osservava, la sfera si avvicinò ad una teca, dentro c’erano esposte due Dee Madri in terracotta che andarono in mille pezzi alla luce del misterioso oggetto. Lui rimase sbalordito. Ruotò sopra un Gigante in pietra e quello si sbriciolò con un fragore sordo, Esasperata e incuriosita la guardia decise di andare a vedere di persona, ma non prima di aver chiamato il centro operativo.
I lampi illuminavano le gigantesche statue dei “Giganti di Mont’e Prama”, restituendole subito dopo al regno delle ombre.
Camminando nel corridoio, mise al corrente il suo superiore, che in un primo momento credete ad uno scherzo. La radio rimase muta per alcuni istanti, mentre l’agente fece un passo dentro la galleria, la voce del superiore ordinò all’agente di lasciare la sala più in fretta che poteva. Il capo stava guardando le telecamere e vedeva la guardia immobile per la sorpresa e continuò ad urlare: “ Via da lì, Via da lì.”
Lui rimase paralizzato,un po’ per la paura un po’ per lo stupore. Inoltre l’oggetto luminoso stava fluttuando lontano da lui. Un odore di ozono gli raggiunse le narici, sprigionandosi dalla sfera.
Il bagliore illuminò un oggetto metallico in un cubo di vetro. Era un manufatto di ferro rosso dall’ossido sviluppatosi nei millenni, rappresentava il Dio Toro.
Un raggio di  luce si intensificò sul manufatto, delle iscrizioni apparvero sulla superficie, erano in una lingua sconosciuta.
La guardia indietreggiò e alzò la radio cercando di comunicare con il superiore, ma sentiva solo scariche di energia statica.
 “Cristo!”
All’improvviso una saetta scese sul parafulmine della vicina torre dell’Elefante illuminando a giorno le teche del museo. Il rumore del tuono squassò i vetri delle abitazioni circostanti, facendo scattare gli allarmi in tutta la zona. Subito dopo un’esplosione spazzò via le teche, le statue e la nuova esposizione intitolata al “Principe di Shardan.” Tutti i reperti di navicelle e raffigurazioni in mosaici di maiolica degli Antichi Visitatori, ritrovati da Diana e suo marito Paolo nell’ultima avventura e tutte le sale del museo diventarono in una frazione di secondo degli ammassi di metallo fuso e legno polverizzato. L’esplosione fu sentita in tutta la città.


Biografia
Chi è Rita Pinna
Rita Pinna, di nascita cagliaritana ma cittadina del mondo, convinta che non è mai troppo tardi per realizzare i sogni nel cassetto comincia a scrivere prima racconti brevi e successivamente si addentra nel mondo del fantasy.
Chef e guida ante ha passato la sua vita a cucinare, fare la mamma e accompagnare gli amanti delle passeggiate a cavallo nei luoghi splendidi della Sardegna.
Le sue esperienze di lavoro l’hanno portata a conoscere personaggi interessanti e soprattutto l’hanno portata ad amare le leggende sarde. Tutto questo ha contribuito a alimentare la sua curiosità permettendole di mettere su carta il suo estro.
Collabora con il blog “Sogni nel Calamaio” di Francesca Rossini e ha un suo blog personale http://ritapinnarst.altervista.org dove pubblica le sue ricette, le fotografie e i racconti brevi.



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Dettagli prodotto E-Book

Formato: Formato Kindle
Dimensioni file: 1720 KB
Lunghezza stampa: 125
Utilizzo simultaneo di dispositivi: illimitato
Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
Lingua: Italiano
ASIN: B01N33UH0G


Dettagli prodotto cartaceo

Copertina flessibile: 214 pagine
Editore: Independently published (14 gennaio 2017)
Lingua: Italiano
ISBN-10: 1520373805
ISBN-13: 978-1520373805
Peso di spedizione: 386 g



martedì 10 gennaio 2017

segnalazione, Le ossessioni del pinguino

ed ecco una nuova segnalazione librosa per voi, la sinossi mi ha incuriosito molto: dieci 'guinsagli' diversi che tengono i protagonisti prigionieri: lavoro, amore, alcool, sesso, denaro, verità, paura dell’oblio, ricordi, solitudine e addirittura felicità. Pronti alla lettura? Fateci sapere che ne pensate.

Titolo: Le ossessioni del pinguino
Autore: Massimiliano Ardino
Casa editrice: Streetlib

Genere: Narrativa
Numero di pagine: 270



Sinossi
E’ la storia di un personaggio prigioniero delle sue ossessioni e dei suoi guinzagli.

10 capitoli per 10 guinzagli: lavoro, amore, alcool, sesso, denaro, verità, paura dell’oblio, ricordi, solitudine, felicità.

È la storia di alcuni anni della sua vita - con confidente il barman di un locale di strip tease, dove lui se ne sta seduto al bancone con le spalle rivolte al palco - dell'amore per una ragazza divenuta voce di una compagnia telefonica.

E' anche la convivenza con un cane trovato per strada, l'unico che porta con fierezza il proprio collare.

È la storia della sua vita a Milano, la Milano dei quartieri popolari; del paese delle sue origini sulla sponda calabra dello stretto di Messina.

È un viaggio, alla ricerca dell'ossessione perfetta, quella che, forse, non ha senso curare.
Bio
Essere pensante e curioso nato a metà degli anni '70 a Milano, esperto di risorse umane e scrittore de Le ossessioni del pinguino.







Link

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https://www.kobo.com/it/it/ebook/le-ossessioni-del-pinguino

http://massimilianoardino.blogspot.it/

sabato 7 gennaio 2017

segnalazione : Odio, Andrea Ferrari

Eccomi di ritorno da voi,
apriamo con una nuova segnalazione


Titolo: Odio.
Autore: Ferrari Andrea.
Editore: 96 rue de la Fontaine edizioni.
(link):
http://www.ruedelafontaineedizioni.com/  
ISBN: 9788899783075
Data di pubblicazione: 06/2016
Genere: Narrativa moderna.
Pagine: 90
Prezzo: 11 euro (cartaceo)

Sinossi:
Andrea sembra incominciare senza particolari intoppi la sua vita. Tra avventure sentimentali, preti poco professionali e qualche incontro fuori dalle righe, troverà già in giovane età la donna della sua vita. In seguito, però, tutto andrà per il peggio e tra fughe dall'Italia, lavori mal pagati e internamenti in strutture psichiatriche, dovrà affrontare la desolazione che attanaglia chiunque approcci questo mondo.
Il lavoro seppur inventato è fortemente introspettivo e attinge a piene mani dall'esperienza di vita dell'autore. Il linguaggio a volte crudo è una precisa scelta dell'autore.

Bio dell'autore:
Nato a Reggio Emilia, nel 1986, si diploma geometra e sceglie di continuare gli studi, iscrivendosi a Psicologia. Abbandonata l'università, viaggia in tutto il Nord Italia per inseguire la sua passione per i concerti. In quel periodo, terrà un diario che pubblicherà sul suo blog personale, seguito da diversi lettori fissi. Nel 2007 si ammala e smette di scrivere. Più avanti comincia a studiare chitarra elettrica e in seguito batteria, nel 2013 riprende con la scrittura e scrive un romanzo. Quell'opera viene ideata durante un ricovero psichiatrico e, una volta spedita, riceve due proposte di pubblicazione. Andrea non si sente pronto e le rifiuta entrambe.

Successivamente scrive altri romanzi e vari racconti. Nel 2016 scrive "Odio" che, riceve una proposta di pubblicazione dall'editore 96, rue de-la-Fontaine Edizioni, diventando così uno scrittore esordiente.
I suoi scrittori preferiti sono Irvine Welsh e Charles Bukowski. Le sue seconde grandi passioni sono la musica e il cinema.

Estratto:
“Era giorno, forse le due del pomeriggio, ma io non potevo rendermene conto. Ero chiuso in casa, disteso sul letto, poi seduto. Le gambe incrociate, in preda alla paura più folle, con il pene quasi perennemente in tiro per le continue immagini che passavano nella mia testa. Ritratti di donne nude e forse morte, in situazioni agghiaccianti; forse era proprio quello a eccitarmi. La masturbazione era uno degli unici due mezzi che utilizzavo per sfogare il terrore che mi attanagliava e lo stress mentale dovuto dalla situazione: continuavo a eiaculare. Mi addormentavo per quaranta minuti e al mio risveglio ci davo dentro, ma non provavo quasi alcun piacere dopo la quarta o quinta volta; era solamente un’ossessione.
L’atro mezzo con cui lasciavo che intere giornate scorressero era il sonno: penso d’essere quasi andato in overdose da sonniferi. Ne prendevo almeno quattro al giorno e l’effetto era garantito.
Guardavo fuori dalla finestra e vedevo auto di vario colore e dimensioni, da un grosso furgonato bianco a semplici utilitarie, passare sotto casa mia. Ero convinto che fossero dei mezzi sotto copertura, pieni di agenti di polizia pronti a uccidermi.”

Link Amazon:


sabato 31 dicembre 2016

recensione La Mano

Titolo: La mano
Autore: Cenzie Loparco
Formato: ebook
Lunghezza stampa: 101
Editore: Lettere Animate
Prezzo: 1,49


L’AUTORE:
Cenzie Loparco è nata a L’Aia, nei Paesi Bassi, dove ha trascorso i primi anni della sua vita. Nel 1975  si è trasferita in Puglia, quindi a Lavello, in provincia di Potenza, il paese natale di suo padre, dove attualmente vive con il marito e i tre figli. Ha frequentato la facoltà di lingue e letterature straniere di Bari. Nel febbraio 2016 ha pubblicato il suo primo romanzo, “La mano”, edito da Lettere Animate. Sempre per loro ha scritto un racconto per la collana Buio. Da alcuni mesi è uscito un suo racconto nell’e-book Io scrivo per voi i cui proventi saranno interamente devoluti a favore dei terremotati del sisma di Amatrice e in questi giorni è uscita un’antologia dal titolo Racconti fuori tema in cui è incluso un suo racconto dal titolo “La perquisizione”.

SINOSSI:
In una rovente mattina di un’estate lucana, quattro amici decidono di andare in escursione al bosco delle rose.
Ciò che doveva essere un’avventura divertente, si trasforma ben presto in un incubo inquietante, quando il gruppo scorge una mano con un anello particolare spuntare dal terreno.
Dopo una fuga iniziale, uno di loro, Salvo, ritorna sui propri passi, recandosi dai carabinieri guidati dal maresciallo Nisticò.
Quando gli uomini dell’Arma lo accompagnano sul luogo del macabro ritrovamento, scoprono però che della mano non vi è traccia. 
Per Salvo iniziano i guai e solo l’appuntato Gargiulo sembra volergli dare credito, indagando per conto proprio.
L’unico indizio è quell’anello particolare che appartiene a una sorellanza universitaria americana…

RECENSIONE:
Sono ormai un’appassionata di gialli. Mi piacciono anche i gialli per i più giovani, non troppo lunghi, senza la paura che ti tiene legata alla sedia, ma coinvolgenti. E penso che questo giallo sia così, coinvolgente e adatto soprattutto a un pubblico giovane. Cosa me lo fa pensare?
I protagonisti: un gruppo di amici, giovani ragazzi che, in cerca di avventura, si inoltrano in un bosco e si imbattono in qualcosa più grande di loro: il ritrovamento macabro di una mano che sbuca dal terreno, sepolta male.
Poi la sua presentazione: un romanzo breve, senza troppi approfondimenti e intrecci al di fuori della storia ma con una buona costruzione. Scritto con uno stile semplice ma diretto, molto scorrevole. Nel complesso una storia in un certo senso anche delicata. Da leggere tutto d’un fiato.
Cosa si cela sotto al terreno, oltre quella mano con uno strano anello? Cosa diranno i genitori ? Meglio tacere ? La storia scivola verso un finale e un messaggio per riflettere: sul bene e il male, sul bianco e il nero, sul coinvolgimento del singolo nella comunità, sul senso di responsabilità, sulla famiglia. Una storia interessante e piacevole, con una bella l’ambientazione, percepivo il calore estivo dell’estate lucana.
Darei quindi 


CITAZIONE :

«Questa è vita!» esclamò felice, allargando le braccia. Nel muoversi urtò un ostacolo. Una radice che fuoriusciva dal terreno pensò, mentre a tentoni cercava di afferrarla, senza guardare cosa stesse toccando.
Individuato l’oggetto, lo tastò, cercando un appiglio, pronto a tirare via la radice. Si accorse però che doveva trattarsi di qualcos’altro.
Incuriosito, sollevò il cappellino dagli occhi e guardò… poi urlò per la sorpresa e l’orrore, scattando in piedi come una molla e indietreggiando terrorizzato.
I suoi amici, ancora infervorati nella discussione sul dove iniziare a cercare, lo guardarono meravigliati e allarmati.
Andrea gli fu vicino in un attimo. «Che ti succede amico mio. Non ti avrà morso per caso qualche insetto o peggio ancora una vipera?» .
Vittorio, bianco come un lenzuolo, negò con la testa, invitando l’amico a seguire con lo sguardo ciò che indicava il suo dito.
«O mio Dio!» esclamò sorpreso Andrea impallidendo a sua volta e ritraendosi inorridito. Nino e Salvo che li avevano raggiunti guardavano sgomenti la mano che spuntava dal terreno. Per un lunghissimo momento nessuno fiatò, non riuscendo a distogliere lo sguardo dal terribile ritrovamento.

«Sarà vera?» azzardò Andrea esitante.

venerdì 30 dicembre 2016

Le interviste ai blogger: Rachel Sandman




Questo venerdì ospitiamo l'intervista a una blogger che è anche autrice, Rachel Sandman.
Trovate il suo blog qui


Benvenuta e grazie per aver accettato questa intervista. Chi sei nella vita di tutti i giorni?


Grazie a voi per questa opportunità. Beh, nella vita di tutti i giorni sono una persona che si barcamena tra lavoro, scrittura della tesi universitaria e passatempi vari. Scrivo, non solo sul blog, anche alle ore più disparate (non per niente, il mio letto ormai è fornito di apposita lucina per letture e scritture notturne); sogno e cerco di portare a termine ogni obiettivo che riesco a prefissarmi e cerco di vivere così, senza preconcetti né paletti stereotipati.


Che posto hanno i libri nella tua vita?


Attualmente, un posto abbastanza ingombrante, avendo invaso non solo scaffali e mensole ma anche buona parte della mia scrivania! Scherzi a parte, i libri sono il rifugio, la sicurezza che anche quando le cose sono grigie e tendenti al nero, posso immergermi in un modo diverso in cui ritrovare respiro e aria. Sono un porto sicuro.


Perché hai deciso di aprire un blog letterario?


Ah … Questa domanda mi piace. È un'idea che mi frullava da un po' nella testa: un giorno d'estate ha preso il sopravvento e via, è nato il mio blog.


Parte innanzitutto con l'idea di unire un gruppo di persone che possa trovare un angolino in cui condividere la passione per libri, arte e musica. In secondo luogo, è un modo per me di raccontarmi, discorrere dei libri che leggo e delle emozioni che mi suscitano. In ultimo, essendo anche io aspirante autrice, mi crogiolo nell'idea che un blog sia il modo migliore per avere un contatto diretto con gente appassionata che, spero, sarà composta da tanti miei futuri lettori … Lasciatemi sognare, ecco!


Qual è il genere che preferisci leggere e recensire?


Allora: leggo un po' di tutto ma adoro i New Adult e i romanzi contemporanei, quelli che ti straziano l'anima, con un po' di sano dolore e contorcimenti vari, con le emozioni ben espresse e con le trame non scontate. Adoro recensire questi generi ma, devo essere onesta, salvo alcuni casi, mi diverto anche a scrivere recensioni di libri che non mi sono piaciuti: lo trovo alquanto catartico!


Leggi e recensisci anche altri generi?


Leggo e recensisco un po' di tutto, come ho detto sopra. Diciamo che, se proprio devo scegliere, preferisco young adult, fantasy e chick-lit a cose tipo thriller e horror, ma mai dire mai. Se un libro mi attira, non importa il genere di appartenenza, devo leggerlo e farmi una mia personale idea.
 
Ti definiresti "buona" o "cattiva" con gli autori?


Cerco di essere il più possibile giusta. Nel senso, odio il buonismo ipocrita. Se cercano una recensione tutta pizzi e merletti, non devono venire da me. Io dico quello che penso: certo, cerco sempre, soprattutto quando si tratta di critiche, di motivare e spiegare le ragioni che mi hanno fatto storcere il naso. Ma non troverete mai sul mio blog una recensione che non corrisponda al mio reale pensiero, in maniera assoluta.


Non hai paura che, se sei cattiva con un romanzo di un collega, poi questo si possa vendicare sul tuo romanzo?


Non sempre, lo devo ammettere, le recensioni negative vengono comprese. Quando poi gli autori sono persone con cui sei in relazione, la questione diventa davvero complicata.


Un'esperienza molto positiva è tuttavia quella che ho avuto recentemente con Giulia Amaranto: ho recensito il suo libro Il tuo amore è il mio Natale e diciamo che, per usare un eufemismo, la sua protagonista non mi era davvero piaciuta, per niente. Confesso qui, pubblicamente, che ho trovato in questa autrice una donna davvero fantastica, apertissima alle mie critiche e ai miei dubbi, che non mi ha messo in difficoltà sostenendo il suo punto di vista ma ha accettato e apprezzato il mio lavoro. Ho adorato questa cosa, davvero.


Certo, Giulia è una mosca bianca: la reazione più frequente è quella dell'autore che ti si rivolta contro e che, talvolta, pretende addirittura la rimozione della recensione.


Io spero che la correttezza venga ripagata e che, un domani, se mai avrò la fortuna di avere persone che recensiranno il mio romanzo, sarà quest'ultimo ad essere recensito, non io in quanto blogger o autrice.


Cosa pensi del self publishing? Lo consideri un'alternativa valida alla pubblicazione da parte di un editore?


Lo considero davvero un trampolino di lancio, la prima tappa a cui ormai gli autori sono costretti, visto il numero sempre crescente di scrittori o presunti tali. Io adoro i self: quest'anno, per esempio, la mia più grande sorpresa è stato proprio un libro autopubblicato, Emerald Gloom di Alessia Elle Caruso (se avete occasione, leggetelo, davvero).


Inoltre, ormai, i refusi o errori si trovano in un self così come in un libro pubblicato anche da grandi case editrici quindi, il metodo di pubblicazione non è sinonimo di nulla più che la scelta personale dell'autore stesso.


Se un libro non ti piace, lo recensisci lo stesso?


Come ho già detto precedentemente, non mi tiro indietro per quanto riguarda le recensioni negative. Ovvio, non sparo a zero su un libro: il mio intento è quello di essere sincera e di spiegare, nel modo più adeguato possibile, le motivazioni che mi hanno spinto a non apprezzare il romanzo. Detto questo, non mi censurerò sicuramente: se un libro mi piace, lo scrivo; se non mi piace, lo dico e lo scrivo allo stesso modo.


Un parere per orientarci: secondo te, cosa occorre a un libro oggi per attirare l'attenzione in un mercato così affollato?


Ah … Questa domanda vale un sacco! Come faccio a saperlo? Non ne ho proprio idea.


Secondo me potrebbe essere un misto tra cover, sinossi e presentazione del libro sulle varie piattaforme online (Facebook, Instagram, blog vari …).


Non so. Io personalmente cerco quella nota, anche minima, di originalità che traspare da uno degli elementi sopra citati. Dev'essere una scintilla che cattura, un tocco del tutto personale dell'autore che mi faccia dire 'Wow, questo libro non pensavo di leggerlo ma ora proprio non me lo voglio perdere!'


 
Grazie di aver risposto alle nostre domande e in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti!


 
Arrivederci al 2017 e auguri a tutti da Clara Cerri

venerdì 16 dicembre 2016

Le interviste ai blogger: Gli scrittori della porta accanto

Un gruppo di scrittrici blogger è protagonista dell'intervista di oggi. Un gruppo cui non piaceva il termine "emergenti" e ha voluto inventarsene un altro, che evocasse la familiarità e la presenza diffusa di tutti quegli scrittori che magari non sono famosi, ma potrebbero diventarlo. Col tempo il blog si è ampliato e ora ha al suo attivo, oltre alle fondatrici che rispondono alle nostre domande, più di una dozzina di collaboratori ai testi e alle immagini.
Trovate Gli scrittori della porta accanto qui


BENVENUTE E GRAZIE PER AVER ACCETTATO QUESTA INTERVISTA.


CHI SIETE NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI?


Ornella: una impiegata contabile/amministrativa disoccupata.


Silvia: mamma di tre figli a tempo pieno.


Elena: mamma che lavora full time nell’industria automobilistica.


Valentina: sono una accompagnatrice turistica e tour operator representative, ma anche una mamma. Mi alterno tra lavoro, casa e… Gli scrittori della porta accanto.


Stefania: anche io sono soprattutto una mamma… e un ingegnere biomedico. Faccio quel che capita, dall’insegnante alla webmaster, dalla grafica alla progettazione di strutture sanitarie - ormai sempre più di rado.


Tamara: una sognatrice instancabile alle prese con la quotidianità. Mamma, psico-criminologa, mi occupo di sicurezza.


CHE POSTO HANNO I LIBRI NELLA VOSTRA VITA?


Ornella: un posto mediamente importante, a pari merito con altri interessi.


Silvia: mi piace leggerli e ogni tanto anche provare a scriverli.


Elena: la mia salvezza per imparare cose utili ed evadere, sia quando leggo che quando scrivo.


Valentina: fondamentale. Devo essere sincera, non divoro libri in continuazione, ma ne ho sempre uno sul comodino. Leggo molto in treno, mentre vado a lavoro, unico momento di pace assoluta che ho nelle mie giornate.


Stefania: adoro leggere ma sono lenta, con poco tempo; i libri mi piacciono anche molto fisicamente, quindi quando entro in libreria acquisto più romanzi di quanti ne riesca a leggere… in una vita!


Tamara: fondamentali per la mia crescita. Non posso farne a meno.


PERCHÉ AVETE DECISO DI APRIRE UN BLOG LETTERARIO?


Ornella: siamo sei autrici che si sono conosciute sul web, si sono risultate simpatiche e hanno deciso di intrattenere un rapporto di amicizia. Tra le altre cose, si discuteva come potessimo pubblicizzare le nostre opere e alla più tecnologica tra noi, Stefania Bergo, è sorta l'idea di aprire un blog. Dunque lo scopo iniziale del blog, molto egoisticamente, è stato principalmente questo e solo in seguito, grazie all'aumento costante delle visualizzazioni e dell'interesse da parte di altri autori, abbiamo deciso di concedere a tutti la possibilità di promuoversi. A conti fatti, possiamo affermare che il nostro primo obiettivo è stato disilluso, poiché non siamo diventate più famose di prima, ma siamo orgogliose di diffondere cultura e promuovere la letteratura, con un occhio di riguardo a quella meno di consumo, meno sostenuta dai grandi marchi.


Silvia: Ornella ha già spiegato tutto, è andata così anche per me.


Valentina: aggiungerei solo che adesso ci occupiamo di moltissimi argomenti, non solo di letteratura e di arte. Nel nostro piccolo, gestiamo un web magazine culturale dagli argomenti vari, che accontenta proprio tutti.


Stefania: direi che non ho altro da aggiungere, Ornella ha raccontato benissimo il nostro esordio… ormai due anni fa!


Tamara: ho conosciuto delle scrittrici fantastiche, diverse nello stile e nel genere, ma tutte accomunate dalla grande passione per la letteratura, per le forme d’arte. Una squadra molto affiatata.


QUAL È IL GENERE CHE PREFERITE LEGGERE E RECENSIRE?


Ornella: prediligo il genere giallo/thriller.


Silvia: il mio genere preferito è sicuramente il romanzo storico.


Elena: sentimentale, introspettivo, giallo, umoristico, attualità.


Valentina: adoro i libri di viaggio, le storie d’amore (non esageratamente sdolcinate) e i libri di avventura.


Stefania: mi piacciono la narrativa non-fiction, i gialli e i libri di viaggio.


Tamara: storia, poesia, arte, teatro e letteratura.


LEGGETE E RECENSITE ANCHE ALTRI GENERI?


Ornella: certo, in verità leggo e recensisco un po' di tutto.


Silvia: certamente, alla fine sono una lettrice onnivora, leggo quasi tutto ma recensisco solo quello che mi piace. Non rientrano nelle mie corde gli erotici, vado contro corrente visto che sono tanto di moda, ma non m’importa e li scarto a priori.


Elena: con più difficoltà.


Valentina: certo, se mi incuriosisce un libro lo leggo e lo recensisco, anche se non è un genere che amo.


Stefania: sì, certo, mi è captato di recensire libri fantasy, romance e poesia, e ammetto che alcuni mi abbiano piacevolmente sorpresa.


Tamara: se ne vale la pena.


VI DEFINIRESTE "BUONE" O "CATTIVE" CON GLI AUTORI?


Ornella: decisamente buona, ma anche severa. Buona nel senso che apprezzo l'impegno e tendo a considerare più i lati positivi di quelli negativi di un romanzo. Severa quando sono in presenza di un prodotto poco curato sintatticamente e ortograficamente.


Silvia: più buona che cattiva, però non tollero gli errori di ortografia: mi fanno imbestialire e sono sintomo di poca cura da parte dell’autore, credo che un piccolo sforzo in più non guasterebbe. I refusi invece, possono capitare a tutti e quindi non li considero errori.


Elena: sono buona, perché non ho mai stroncato nessuno. Mi immedesimo nelle aspettative di chi ha scritto il primo libro e non mi piace essere io a disilludere la gente. Il mio parere è solo uno, anche se nella vita ho letto abbastanza, non sono onnisciente e posso sbagliare. Poi posso dare pareri in privato a richiesta, ma l’autore lo deve volere davvero ed essere pronto ad ascoltare.


Valentina: se un libro non mi piace non lo finisco e non lo recensisco. Non vedo il motivo di stroncare un autore che ha faticato per scrivere un libro. La strada dei feedback e delle recensioni è qualcosa di contorto che, se percorso col piede sbagliato, può sfuggire al nostro controllo. Faccio un esempio: entro in un negozio e compro un paio di pantaloni. Al primo lavaggio si rovinano. Non mi metto a gridare a tutti che quel negozio vende vestiti scadenti. Semplicemente non ci torno più. Magari sono io che ho fatto un lavaggio sbagliato, chissà.


Stefania: mah, io credo non riuscirei mai a stroncare davvero qualcuno, condivido quanto detto da Elena. Se un libro proprio non mi piace non lo finisco, passo al successivo, non mi impegno a scrivere critiche. Ma sono obiettiva, quindi se c’è qualcosa che non è nelle mie corde lo faccio notare senza problemi, facendo presente che, appunto, è solo un mio giudizio personale. I libri sono come i cibi: abbiamo fortunatamente gusti diversi e quello che aggrada a me non piace ad altri o viceversa, tutto qui.  Di contro, non riuscirei mai a fingere, a mettere i merletti a una recensione fingendo l’estasi se invece il libro non mi ha convinto più di tanto.


Tamara: equa. Cerco sempre di trovare un aspetto positivo in ogni libro. Se necessario, esterno qualche perplessità, altrimenti, solitamente evito di mettere in risalto eventuali difetti. Credo che la correttezza e il rispetto siano valori imprescindibili.


NON HAI PAURA CHE, SE SEI CATTIVA CON UN ROMANZO DI UN COLLEGA, POI QUESTO SI VENDICHI?


Ornella: il pericolo esiste, certo, ma non essendo troppo “cattiva” non dovrei nemmeno essere oggetto di tremende vendette. 


Silvia: il pericolo sussiste anche se sono stata buona, non è detto che tutti ricambino con la stessa moneta. Poi c’è chi si ostina a cercare il pelo nell’uovo e si inventa scuse talvolta decisamente fantasiose pure di screditare il tuo lavoro: sinceramente lo trovo sgradevole ma passo oltre, bisogna imparare a fregarsene. Non sarà un commento negativo a influire sulle vendite, anzi talvolta le recensioni negative stuzzicano i lettori e aumentano i download.


Elena: non ho paura perché non ho mai fatto sgarbi. Se qualcuno mi stronca, è una scelta sua, indipendente dal mio comportamento.


Valentina: come ho detto è difficile che questo accada perché non recensisco ciò che non mi piace. Se lo ritengo opportuno posso scrivere in privato all’autore (spesso lo faccio, anche solo per congratularmi se il libro mi piace molto) e dire lui le mie impressioni, suggerire magari qualche cambiamento. Se qualcuno critica in negativo i miei libri (ed è successo) prendo la critica e ne faccio tesoro, cercando di migliorare il prossimo scritto.


Stefania: come ho detto prima, non sono “cattiva”, sono obiettiva e cerco sempre di far notale eventuali aspetti per me negativi con gentilezza e correttezza, nel rispetto dell’autore, del lavoro e dei sogni che stanno dietro al suo libro. Non temo, quindi, che qualcuno possa stroncare il mio libro deliberatamente, per “vendetta”.


Tamara: no, se qualcuno dovesse criticare o commentare negativamente i miei libri mi prenderei la critica o il commento e stop. Non mi inerpicherei in dietrologie inutili. Un libro può piacere o meno. E poi se qualcuno volesse vendicarsi, visto che io non metto mai alcuna cattiveria in quel che faccio, non meriterebbe la mia attenzione. Ergo, fatica sprecata.


COSA PENSATE DEL SELF PUBLISHING?


Ornella: sono molto tentata di ricorrervi, tuttavia mi trattiene il fatto che esista ancora un po' di diffidenza nei suoi riguardi: responsabili quegli autori che auto-pubblicano qualsiasi lavoro senza assoggettarlo a un minimo di critica e di correzione.


Silvia: è un mercato in continua crescita al quale in futuro potrei anche decidere di ricorrere, visti i precedenti con i piccoli editori, mai dire mai.


Elena: chi vi ricorre deve essere conscio che poi la promozione è tutta sulle sue spalle.


Valentina: ero un po’ prevenuta prima di provare. Entrando sempre più dentro al mondo della scrittura e dell’editoria invece ho cambiato idea. Sì, nel self-publishing c’è un po’ di tutto e c’è il rischio di incappare in libri pubblicati senza grandi correzioni, perché, fondamentalmente, è un mondo accessibile a tutti. Ma per chi, come noi de Gli scrittori della porta accanto, lo fa con dedizione, attenzione al dettaglio, dedicando tempo alle correzioni, all’impaginazione, alla copertina e ai contenuti, direi che è un ottimo modo per essere padroni dei propri lavori a 360° gradi e poterne disporre quasi nell’immediato. Penso che sia molto adatto per la pubblicazione di libri collettivi (raccolte di racconti di genere vario o di più autori) e di libri magari già editi.


Stefania: ammetto che prima di pubblicare ed entrare nel mondo degli emergenti pensavo al self-publishing come all’ultima spiaggia dello scrittore. Invece ora mi rendo conto che sempre più spesso è una scelta conscia dell’autore, non un ripiego. Molti che conosco pubblicano indistintamente con case editrici o sulle piattaforme di self-publishng, per avere la libertà di scegliere la promozione e il costo più adatto al proprio libro. E, sebbene fossi prevenuta, devo dire che ho letto alcuni libri auto pubblicati davvero notevoli.


Tamara: sono un po’ all’antica, credo ancora nel mito dello scrittore che deve trovare una casa editrice che lo pubblichi dimostrando di avere fiducia nelle sue capacità letterarie. Non sul mercato. Tuttavia ho letto alcuni libri self che non mi sono dispiaciuti.


SE UN LIBRO NON VI PIACE, LO RECENSITE LO STESSO?


Ornella: mi è successo solo una volta che un libro non mi trasmettesse nulla di positivo e non ho voluto recensirlo.


Silvia: raramente un libro proprio non mi piace, però in quel caso non lo recensisco negativamente. Va comunque riconosciuta la fatica dell’autore, dietro ogni libro c’è sempre un grande lavoro, e anche se la trama non rientra tra i miei gusti personali, non è detto che il romanzo in questione non sia un valido prodotto, quindi perché stroncarlo? Le cattiverie le lascio agli altri.


Elena: non lo recensisco, però è anche vero che in genere leggo solo quello che mi attira e non leggo un libro solo se me lo chiedono. Quindi riduco subito le possibilità che il libro non mi piaccia.


Valentina: no, non lo finisco e non lo recensisco.


Stefania: no, come ho già detto, spesso non lo finisco nemmeno!


Tamara: se leggendolo mi trasmette emozioni negative o positive, lo termino e lo recensisco. In ogni caso mi trasmette qualcosa. Se non mi trasmette niente, allora è un altro discorso.


UN PARERE PER ORIENTARCI: COSA OCCORRE A UN LIBRO OGGI PER ATTIRARE L'ATTENZIONE IN UN MERCATO COSÌ AFFOLLATO?


Ornella: indipendentemente dalla bravura, che non sempre viene premiata e alcune volte non è nemmeno necessaria, come in quasi tutti i settori credo ci voglia una buona dose di fortuna, dopodiché è utile l'appoggio di qualcuno già inserito nell'ambiente “famoso” oppure che si sia disposti a impegnarsi economicamente per acquisire il supporto di agenzie letterarie e/o tecnici del settore.


Silvia: la penso esattamente come Ornella, poi ovviamente la dea bendata può cambiare le sorti del libro e la vita dell’autore.


Elena: una bella cover, per iniziare. E poi dei contenuti che interessino, a prescindere dalla scrittura dell’autore. Ci sono libri che hanno successo e proprio non me lo spiego.


Valentina: una grande fortuna! Se si ha la fortuna di aver scritto la storia giusta al momento giusto, allora con una copertina che stimola la curiosità del lettore e una buona pubblicità sicuramente si potrebbe riuscire a brillare di luce propria.


Tamara: molta visibilità e un tam-tam mediatico non indifferente. Credo molto nelle librerie fisiche, pur acquistando anche negli store on line. In ogni caso il libro deve essere presente e immediatamente disponibile.


 


Grazie di averci tenuto compagnia con questa intervista e auguri di buon lavoro a tutto lo staff