venerdì 17 febbraio 2017

Intervista al blogger: The Library of Belle


Oggi intervistiamo una blogger che si fa chiamare Belle, come il personaggio disneyano che più ama la lettura e i libri. Con lei parliamo di emozioni, immortalità e tanti (troppi?) libri del cuore. Trovate il suo blog qui


Benvenuta e grazie per aver accettato questa intervista. Chi sei nella vita di tutti i giorni?

Grazie mille a voi per questa bella iniziativa. Sono Belle (o meglio questo è lo pseudonimo che uso e no, non voglio rivelare il mio nome) e ho 28 anni. Sono una ragazza che si divide fra lavoro, lavoro e ancora lavoro e le persone a me care, viaggiando, quando possibile, perché non riesco a star ferma e conoscere, esplorare, mi fa sentire viva. Per il resto la mia vita è un caos, e ci vorrebbe una lunga seduta per parlarne ;)

 


Che posto hanno i libri nella tua vita?

Faccio un lavoro che è strettamente legato ai libri perciò direi che sono fondamentali nella mia vita, e per questo mi ritengo molto fortunata. Essendo un’accanita lettrice per me il libro è vita, è emozione, è conoscere, viaggiare, svago, è tutto. Con un libro posso trovare 1000 emozioni diverse, posso viaggiare nel tempo, nello spazio, e altro ancora. Umberto Eco disse «Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito.. perché la lettura è un’immortalità all’indietro.» Come non essere d’accordo!

 

Qual è il tuo libro o il tuo autore del cuore?

Ah, bella domanda! Ne ho molti perché ognuno è legato ad un momento particolare della mia vita. Dalla serie di Harry Potter che mi ha accompagnato negli anni, al ciclo dei moschettieri di Dumas perché adoro il modo in cui riesce a coinvolgerti nella storia (in effetti è uno dei miei autori del cuore); dalla saga Lux della Armentrout che mi ha aperto un mondo e finora non ho trovato nemmeno un suo libro che non mi piacesse, ad ASOIAF (Le cronache del ghiaccio e del fuoco) del caro Martin e di cui ancora aspetto il seguito dopo anni e anni di attesa; da Orgoglio e pregiudizio della Austen (una delle autrici che più amo) alle avventure Poirot e Miss Marple. Tutti questi mi hanno aiutato in momenti particolari e hanno preso un pezzettino del mio cuore.

 

Perché hai deciso di aprire un blog letterario?

Perché le persone a me vicine non ne potevano più di sentirmi parlare di libri (ahahah...). Ma soprattutto perché posso esprimere ciò che penso liberamente e mi piace confrontarmi con altri lettori al riguardo.

 

Qual è il genere che preferisci leggere e recensire?

Anche qui vario a seconda dell’umore, ma principalmente Urban fantasy, distopici, storici, romance e gialli.

 

Leggi e recensisci anche altri generi?

Leggo molti classici e qualche volta biografie ma non li recensisco (non so dirti il motivo per cui non lo faccio).

 

Ti definiresti "buona" o "cattiva" con gli autori?

Beh, dipende: se il libro mi piace allora sono buona, se dovesse non piacermi per gusto personale sarei chiara; se invece il libro è proprio pessimo perché è davvero un brutto libro, allora sarei spietata, lo ammetto, ma semplicemente perché lo farei anche a tu per tu. Se non lo facessi sarei falsa ed è una caratteristica che non mi appartiene.

 

E gli autori, accettano le tue critiche?

Onestamente non lo so, ma è la vita. Se le accettano bene, altrimenti sono problemi loro. Ci si mette in gioco ogni giorno in ogni cosa e qualche volta quello che facciamo piace, altre volte no. Sono aperta a ogni dialogo nel caso in cui ci si voglia confrontare.

 

Cosa pensi del self publishing?

Non sono contraria, nel self si possono trovare storie e autori validi (per esempio, i libri di Liliana Marchesi per me sono davvero validi). Può essere un trampolino di lancio se si ha davvero del talento.

 

Se un libro non ti piace, lo recensisci lo stesso?

Certo! Alla fine è la mia opinione, possono esserci persone che sono d’accordo con me e altre a cui invece è piaciuto, e mi piacerebbe saperne il motivo.

 

Un parere per orientarci: cosa occorre a un libro oggi per attirare l'attenzione in un mercato così affollato?

Ah, questa è difficile. Posso dirti che secondo me è un mix di cover (perché anche l’occhio vuole la sua parte), una sinossi convincente (che ha lo stesso impatto dei trailer dei film) e una pubblicità ben studiata.

Per quanto mi riguarda, ciò che attrae la mia attenzione è una somma dei primi due elementi (cover e sinossi) e poi un qualcosa di particolare, originale, che deve spiccare e attrarmi.

Grazie mille ancora per le domande!!!!

 

Clara Cerri

sabato 11 febbraio 2017

RECENSIONE ARABA FENICE MICHELE SBRISCIA

 ED ECCOCI CON UNA NOVITA' ASSOLUTA: UNA DOPPIA RECENSIONE DI PAOLA E FRANCESCA, BUONA LETTURA ;-) 

Titolo: L’Araba Fenice
·        Autore: Michele Sbriscia
Formato: e-book
·        Lunghezza stampa: 219
·        Editore: Lettere Animate
Prezzo: 1,99


L’AUTORE:
Michele Sbriscia è nato a Fano l’8 Agosto 1970. È sposato con Lara e ha 2 figli, Giorgia e Matteo. È diplomato in elettronica e “ha la fortuna”, dichiara lui stesso, di lavorare nel settore da oltre 20 anni. Ha scritto il romanzo “Araba Fenice” edito da Lettere Animate a Giugno 2015. Ama leggere, scrivere, disegnare…tutto quanto permetta di sognare a occhi aperti!

Sinossi
Un’incredibile avventura sta per portare Andrea a vivere il suo sogno, ma continui balzi spazio-temporali lo tramuteranno in terrificanti incubi. Presenze malefiche cercheranno di strappare il protagonista alla realtà, rivelando orrori consumati nel corso dei secoli. La recente storia d’amore con Kari e il suo nuovo lavoro verranno messi alla dura prova anche dall’arrivo di uno spietato killer giunto dall’Africa per rintracciare un antico tesoro berbero. Segui la piuma della Fenice e tutti gli enigmi saranno svelati da un foglietto bruciacchiato recante antiche iscrizioni, scritto col sangue dal famoso alchimista Cagliostro.


RECENSIONE DI PAOLA:
Andrea Sgroglia è un uomo normale, come uno di noi. Gestisce la propria agenzia viaggi, di fronte a un negozio di scarpe dove lavora una giovane e bella ragazza tunisina da cui si sente particolarmente attratto. Kari è il suo nome. Andrea dalla sua scrivania è a soli 5,22 metri da lei. Fin qui sembra tutto normale, magari una storia d’amore sta per nascere tra i due. Invece no! Andrea entra in biblioteca e uno strano tizio consegna un libro e se ne va svelto. Curioso! Che libro era? “Trattato di Christoforo Acosta africano medico, & chirurgo della historia, natura, droghe medicinali...”
Da qui partono due storie in una, un racconto avvincente scritto su due piani temporali, con una trama complicata e articolata bene, in cui una persona “normale” e un po’ curiosa come Andrea si trova a vivere un’incredibile avventura.
Appare fin dall’inizio un personaggio misterioso e spietato: Taoufik, il fratellastro di Kari, un assassino pronto a tutto pur di mettere le mani su un tesoro che, secondo lui, gli spetta di diritto.
E non solo: anche due altri personaggi bizzarri e misteriosi fanno capolino di tanto in tanto: “Sindaco”
“Ti ho detto di non chiamarmi Sindaco!”...
Andrea presto conosce Kari, anche se non sa niente del suo passato. Tra i due nasce più di una semplice simpatia e, dopo una bella gita alle Grotte di Frasassi, si preparano a trascorrere una romantica serata, dove abita Kari. Ma proprio sul più bello, accade...
Non voglio raccontare la trama, dovete leggerla, leggere le descrizioni ricche dei luoghi, rispondere da soli alle tante domande: Quali segreti nasconde il manoscritto settecentesco che Andrea ha preso in biblioteca? E quale importante e potente formula nasconde quel foglietto un po’ bruciacchiato trovato nel libro e che qualcuno vuole recuperare a tutti i costi?
Ma a questo si aggiungono ancora visioni strane nella mente di Andrea che si incrociano e complicano la situazione. In realtà ogni elemento trova alla fine la sua collocazione e la sua spiegazione e, nel complesso, ho trovato il libro scritto bene. Davvero molto bello, a 5 stelle, il capitolo finale, con Cagliostro nella fortezza di San Leo: un elemento che permetterà di capire tutto il libro e di rileggerlo in chiave diversa. Un insieme di storia e leggenda, cultura e società legate insieme.
Anche il registro che usa cambia secondo le situazioni e le scene, dal cruento, alla situazione più leggera e divertente.    
L’autore parla con sicurezza di assenzio, tujone e glucoside amaro, di principi psicotropi, preparati erboristici e principi attivi delle piante; del “Manuale dei medicamenti galenici e chimici”, di erbe medicinali dai poteri vari.
Michele Sbriscia scrive:
“Ero entrato nel mistico mondo dell’alchimia: elisir di lunga vita, trasmutazione dei metalli, longevità e immortalità, miscugli di sostanze medicamentose.
Avevo forse trovato il movente?”
E ancora:
“Cagliostro, l’elisir di lunga vita, l’eterna giovinezza e la scoperta dell’ultimo elemento misterioso, ....M.A..ST.. o forse ....M .A..ST..
Qualcosa sarebbe ora cambiato nella sua vita?”
E descrivendo Kari: “Splendida e statuaria innanzi a me, ogni singola curva del suo corpo era priva di imperfezioni. Le sue invitanti labbra erano carnose...”
Poi: “Anche la luna sembra dissolversi per alcuni istanti, poi si ripresenta puntualmente. Un corpo mastodontico le passa davanti, oscurandola. [] la gigantesca massa e le sue evoluzioni aeree si avvicinano alla terra ferma. Le violenti...”

Insomma, davvero un ottimo esordio per Michele Sbriscia. Spero che stia scrivendo altro.



RECENSIONE DI FRANCESCA:

Un romanzo che mi ha sorpreso su più piani, quello di Michele Sbriscia, un mix di generi diversi per una storia avventurosa, tinta di rosa , ma a tratti gialla, con passaggi anche abbastanza cruenti, il tutto suddiviso in più piani temporali e in differenti luoghi geografici.
Le storie parallele si intrecciano pian piano, rendendo palesi i legami che le uniscono e appassionando sempre più il lettore.
Nella trama presente abbiamo Andrea, il personaggio che più mi è piaciuto , perché ‘normale’, è un ragazzo insicuro, pacato, che conduce una vita semplice, che viene stravolta con l’incontro di una donna misteriosa.
L’amore per questa donna lo trasformerà in un improbabile detective ( veramente ben riuscito in questa trasformazione che dona un tocco di ironia alla storia) , che si immerge nel mistero, attirando a sé il lettore con la sua imperfezione.
La storia ambientata nel futuro invece è agli inizi molto sognante, irreale, nebulosa, il lettore riuscirà a dipanare la matassa solo verso la fine.
Insomma è un romanzo complesso, che intriga, che abbracciando vari generi diversi non annoia mai, bravo l’autore!
Vi lascio alcuni passaggi per me molto significativi della poliedricità del narrare:




questo per me è un inizio perfetto, che mi ha catturato immediatamente , un modo di narrare delicato, sognante, pieno di dettagli nel descrivere, non vi sembra di vedere una cartolina leggendo queste parole?

e qui l’ironia di cui vi parlavo: un detective improbabile, impacciato e insicuro, che fa sorridere.


























Qui la sensualità fa da padrona, con il lato romantico della storia




































E infine questo , quasi scene da horror, con descrizioni crude e spaventose.


 CONCLUSIONI:
una vera sorpresa, un romanzo consigliato agli amanti del mistero, del fantasy, ma anche del romanticismo 




sabato 4 febbraio 2017

SEGNALAZIONE Luminose stelle sul cielo di Kabul, Soraya Tiezzi

Buonasera lettrici e lettori, oggi mi rivolgo ai più giovani ma non solo: ecco il new adult di Soraya Tiezzi: luminose stelle sul cielo di Kabul. La trama mi ha molto affascinato, non so voi,ma io lo leggerò di sicuro! buona lettura a tutti! 



AUTORE: Soraya Tiezzi

Curatore: M. Citro
Illustratore: R. Cerise
Editore: Paguro
Anno edizione: 2016
Pagine: 176 p. , ill. , Rilegato
Età di lettura: Young Adult.

TRAMA: Camila è una ragazza di sedici anni che vive in una Kabul che, purtroppo, non esiste più, molto diversa da quella che siamo abituati a sentire e vedere ai tg. In un Afghanistan libero e pieno di umanità. Dopo l'invasione dei russi e la presa dei talebani è costretta ad assistere impotente alla partenza di suo fratello Farid. Ma quello sarà solo il principio: si vedrà obbligata a lasciar andare le persone che ama solo per salvare loro la vita. Inizia così un vero e proprio incubo che la terrà lontana da Jamal, il suo primo e unico amore, e dal resto della sua famiglia per dieci lunghi anni. Anni in cui Camila da ragazzina diventerà una donna. Anni in cui soffrirà molto per via di Hares, l'uomo che con la forza l'ha separata da Jamal. Anni in cui dedicherà tutta se stessa a proteggerei suoi figli: Nadir, Ihsan e la piccola Jodha. Il tempo e, soprattutto il diventare madre, la aiuteranno a trasformarsi in una donna forte e coraggiosa e a superare così i momenti più difficili della vita.



ESTRATTO
"«Sii forte Camila jan, combatti per i tuoi sogni». Fu lui a confortare me e non il contrario, mi diede un bacio sulla guancia, e quando mi lasciò andare avrei voluto urlargli di fermarsi, di tornare indietro, di tornare a casa. Avrei voluto dirgli che avremmo lottato insieme per i nostri sogni"

venerdì 3 febbraio 2017

Interviste ai blogger: Babette Brown


Il blog di Babette Brown, al secolo Annamaria Lucchese, oltre a occuparsi di recensioni, interviste agli autori e segnalazioni di nuove uscite è una fucina di riflessioni sullo scrivere e sugli scrittori. Accanto a lei lavora un gruppo affiatato di collaboratrici. Con lei abbiamo parlato di editoria, di self, di antologie benefiche, del potere delle storie. Trovate il suo blog qui 
 

Benvenuta e grazie per aver accettato questa intervista. Chi sei nella vita di tutti i giorni?

Grazie a te. Sono felice di essere qui. Un saluto cordiale a chi ci leggerà. Sono un ex dirigente scolastico in pensione. Eh, sì, nel panorama delle blogger credo di essere la più anziana. Insomma, la classica vecchietta terribile. Una Nonna Abelarda, quasi.

 


Perché hai deciso di aprire un blog letterario?

Mi divertivo a scrivere qualche recensione per un blog famoso; solo che, al momento di scegliere i libri da leggere, mi ritrovavo spesso con i meno interessanti (battuta sul filo di lana dalle gambe gagliarde delle giovincelle). Così, mi son detta “I libri me li scelgo io”. Solo che… “Adesso, le recensioni dove le piazzo?” Ecco che ho preso il coraggio a due mani e mi sono messa a studiare Blogspot. È nato così il mio primo blog, che si chiamava “Babette legge per voi”.

 

C'è un genere letterario che proprio non sopporti, o leggi di tutto?

Leggo di tutto, dal saggio filosofico alla carta di giornale che avvolge le uova.

 

Ti capita mai di cominciare un libro e non finirlo?

Molto spesso. Non ho pazienza: se un libro non mi cattura entro le prime trenta pagine, lo chiudo in archivio. Non ho tempo da perdere.

 

Cosa ti conquista di più in un libro, lo stile o la storia?

Non sopporto l’uno senza l’altra e viceversa.

 

Parlaci del tuo gruppo e delle tue collaboratrici, le "Babbers": cosa significa per te condividere il tuo spazio?

Le Babbers sono il secondo team, che si occupa di Wattpad. Sono giovani, agguerrite, piene di voglia di fare. Stanno lavorando benissimo, sotto la guida di Valentina G. Bazzani. Voglio loro molto bene, stanno crescendo a vista d’occhio. Il primo team, invece, lavora a stretto contatto con me per il blog (la nuova versione: ho aggiunto “Brown” al nome). Abitiamo ai quattro lati del Paese, ma grazie alle chat siamo collegati ogni giorno. Mi piace il lavoro in équipe. Non mi importa di delegare, lo facevo con il mio staff quando ero dirigente scolastico. Ognuno ha il suo compito e lo porta a termine in piena autonomia. Una volta che hai scelto la persona giusta (e lei ha scelto te), il rapporto deve essere fondato sulla fiducia e sulla libertà.

 

Antologie a scopo benefico: qual è la tua esperienza in merito? Sono utili? L’esperienza ha avuto due facce. La prima, estremamente positiva, ha visto la collaborazione gratuita di tutti: autori, grafici, illustratori, editor e così via. La seconda, quella economica, mi ha deluso. So che è stato così per quasi tutte le iniziative benefiche del genere.

 


Cosa ti dà speranza nel panorama letterario ed editoriale attuale?

Il gruppo, sempre più numeroso, di autrici e autori self: scrivono belle storie e hanno imparato a servirsi di editor e grafici per offrire un prodotto di qualità, che non ha nulla da invidiare rispetto ai libri pubblicati da prestigiose case editrici.

 

Quale ti sembra, invece, la principale piaga della letteratura e dell'editoria attuale? Troppi scrivono e pochi leggono. Il mondo self e – purtroppo – anche quello delle case editrici, presentano troppi libri di scarsa qualità, che rischiano di nascondere quelli che meritano di essere letti e apprezzati.

 

Ti definiresti "buona" o "cattiva" con gli autori?

Scrivo con lo stesso “animo” le recensioni da cinque stelline e quelle negative. Non mi faccio scrupoli nell’indicare quello che non mi piace, che è scorretto, che è scopiazzato. Nello stesso tempo, mi piace far conoscere a chi mi legge i romanzi che ritengo validi. Quando “scovo” una giovane autrice che ha scritto qualcosa di prezioso, vado in brodo di giuggiole.

 

Cosa occorre a un libro, oggi, per distinguersi in positivo in un mercato così affollato? La storia, che deve riuscire a catturarti subito. Niente cloni, per favore, non ne posso più di quelli che si ostinano a scrivere e riscrivere le famose/famigerate sfumature. I personaggi, non stereotipati. Voglio protagonisti maschili che si facciano notare per intelligenza, sensibilità e carattere; di tartarughe ne ho fin sopra i capelli. Lo stile, adeguato al genere, ma anche personale: mi piace leggere una pagina e indovinare l’autore. È come ritrovare un vecchio amico. Non accenno nemmeno alla correttezza formale, anche se per molti è diventata un optional. Noi lettori, insomma, abbiamo voglia e bisogno di belle storie. E ne vogliamo tante.

 

Clara Cerri

lunedì 30 gennaio 2017

Segnalazione : io ,lui e il bebè

E' con enorme piacere che vi presento il nuovo romanzo dell'autrice Tiziana Cazziero,
e ne approfitto per gridare a quelle persone meschine, che da qualche tempo a questa parte si divertono a bloccare gli autori il giorno dell'uscita di un nuovo romanzo, che non solo non vincono, ma anzi ottengono l'effetto contrario: più voi vi accanite con questi giochini, più noi faremo squadra pubblicizzando proprio i romanzi che volete offuscare!
tiè... ;-) detto questo passiamo a presentare questa bella novità:




titolo:Io, lui e il Bebè
 Autore: Tiziana Cazziero 
 Genere: Humor 
Formato: ebook kindle Cartaceo Prezzo ebook: € 0,99 Prezzo cartaceo: € 7,00 
Data pubblicazione: 27 gennaio 2017 


L'autrice Tiziana Cazziero è un’autrice presente nel web dal 2011, da quando ha aperto il suo blog sull’editoria. Collabora come articolista free lance con diverse redazioni online, scrive articoli di vario genere e vive a Siracusa, la città dove è nata e cresciuta. Convive con il suo compagno, è mamma di una bambina e ha due cani.



Sinossi Sequel dell'opera "E tu quando lo fai un figlio?" pubblicato con Rizzoli collana Youfeel 
Luisa e Leonardo sono diventati genitori. Questo sequel racconta la vita dei due protagonisti dopo l'arrivo della loro bambina. Cosa accade quando un neonato irrompe nelle vite di due aspiranti genitori? I protagonisti tra ansie, pannolini, poppate e giochi, decidono di organizzare un grande evento per presentare la loro figlia, tanto attesa, ad amici e parenti. Tra aneddoti,ricordi, incontri e scontri, si vivranno momenti esilaranti, divertenti ed emozionanti. Siete tutti invitati a partecipare. E tu quando lo fai un figlio? Pubblicato prima in self e poi con Rizzoli nel luglio 2016 è un romanzo tratto dalla storia vera dell'autrice, che ha raccontato in chiave ironica l'esperienza dell'infertilità. Questo sequel continua quel percorso dopo la nascita di sua figlia, racconta le vicende dei personaggi, inventati per rendere spassosa e frizzante il tema trattato. 


Contatti autrice voltarepagina77@gmail.com - 

Altri ebook dell'autrice E tu quando lo fai un figlio? Diario di una maternità negata Youfeel Rizzoli Voltare Pagina Quell'amore portato dall'Africa Youfeel Rizzoli Blogger e autore, la mia verità sul mondo social L'ultima Notte (Delos -senza sfumature ) Sensazioni dell'anima Ritrovarsi, la forza dell'amore Ritrovarsi, passione inaspettata Patto con il Vampiro Sonia, il ritorno della strega Maya, angelo del mio cuore Il Coraggio d'Amare Parliamone Social Amore Tormentato Christmas in love Collection - Romance.

giovedì 26 gennaio 2017

Intervista al blogger: A Frè So Yang



Oggi abbiamo intervistato Giulia, la titolare del blog A Frè So Yang, che ci parla con passione della sua autrice preferita e dei libri in cui rispecchia la sua vita. Trovate il suo blog qui

 

Benvenuta e grazie per aver accettato questa intervista. Chi sei nella vita di tutti i giorni?

Grazie a voi per l’iniziativa creata! Sono Giulia, ho 22 anni e mi sono da poco laureata come educatrice sociale e culturale. E queste sono le uniche cose certe della mia vita. Per il resto è un pendolo che oscilla tra il “boh” e il “mah”. E ogni tanto passa anche per il “ma lo sai che forse ho capit… ah no, scherzavo”.

 

Che posto hanno i libri nella tua vita?

Un posto fondamentale. Leggo sin da quando sono molto piccola e non ho mai smesso. Leggere vuol dire conoscere persone, visitare luoghi, instaurare nuovi rapporti, poi che tutto ciò avvenga con persone che esistono solo quando apri il libro poco importa. Anche se in verità non è nemmeno così. Un buon libro, riesce a entrarti così tanto sotto la pelle, da esistere al di là dei confini spazio temporali. Esiste finché esisterai tu. E quando tu non ci sarai più lui esisterà ancora. Come si fa a definire labile un qualcosa che dura in eterno? Come si fa a definire falso un qualcosa in cui puoi trovare supporto, svago, divertimento, comprensione, insegnamento?

 




Qual è il tuo libro o il tuo autore del cuore?

Ho due libri e un’autrice del cuore. I libri sono Orgoglio e Pregiudizio e Colazione da Tiffany. Il primo è stato il primo libro che ho letto di colei che poi sarebbe diventata la mia autrice del cuore: Jane Austen. Il secondo è il libro della mia vita, con all’interno la protagonista letteraria in cui più rivedo me stessa e che più mi ha aiutato.

Ma tornando a Jane Austen, perché è la mia autrice del cuore? Nei suoi libri riesce a denunciare una società (quella inglese a cavallo tra il '700 e l’800) che amo, ma che è chiaramente piena di spettri nascosti. E lo fa con storie apparentemente slegate dal fulcro della denuncia. Potrebbe sembrare l’ennesima autrice che parla sempre e solo di storie d’amore e di matrimonio fini a se stesse. Classici romanzetti rosa. Invece a un’attenta analisi ci si rende conto di come, grazie alla sua tecnica di scrittura fortemente ironica, metta in evidenza quanto in realtà tutto questo sia costruito dentro una prigione sociale. È vero che le donne Austeniane alla fine cedono al matrimonio, ma lo fanno secondo le proprie regole. Sono donne forti, che riescono a imporsi intelligentemente in una società che le vorrebbe accondiscendenti a ogni costo. La stessa Austen riesce a farlo. Leggendo i suoi romanzi ci rendiamo conto delle regole implicite ed esplicite della società del suo tempo, eppure lei è riuscita a non sposarsi mai. Quanto può essere debole una donna di questo tipo? Ve lo anticipo io: per niente.

 

Colazione da Tiffany invece mi ha regalato Holly Golightly. Holly mi rappresenta in tutto e per tutto. È una donna indipendente, talmente tanto da sentirsi perennemente sola. Non perché lo sia davvero, ma perché non riesce a sentirsi appartenente a nessun luogo e a nessuna persona. È alla costante ricerca di un luogo da chiamare casa. E trovare in un personaggio letterario le mie stesse sensazioni, emozioni, desideri, difficoltà, mi ha aiutato a capirli, affrontarli e accettarli. Non so cosa voglio fare della mia vita, non so dove voglio passare la mia vita, né tanto meno con chi, ma questo non mi rende sbagliata. Come si è accettata Holly, devo fare lo stesso io. Un giorno magari avrò le idee più chiare o magari non avverrà mai, ma non ha senso torturarmi ora per questo. È giusto che, nei limiti del possibile (che invece lei a volte supera), io faccia quello che mi senta di fare, dove sento di volerlo fare e con la persona che voglio io. Questa persona può anche essere semplicemente me stessa. Sembra un discorso banale, ma in una società che ti spinge a dover essere sempre decisa e sicura riguardo a queste cose non lo è per niente. Quindi non posso far altro che ringraziare Holly per avermelo fatto capire.

 

Perché hai deciso di aprire un blog letterario?

Perché mi piace aver sempre un opinione sulle cose e un modo per esprimerla, dunque aprire il blog mi è sembrata la scelta più sensata.

 

Qual è il genere che preferisci leggere e recensire?

Romanzi, in particolare quelli appartenenti ai classici della letteratura. Anche se in realtà sono molto curiosa, quindi leggo volentieri anche quelli più moderni.

 

Leggi e recensisci anche altri generi?

Se un libro mi colpisce, sia in positivo che in negativo, non ha importanza il genere a cui appartiene. Quindi la risposta è sì.

 

Ti definiresti "buona" o "cattiva" con gli autori?

Sono una persona molto sarcastica, in generale,  dunque lo sono anche nell’esprimere le mie opinioni, però cerco sempre di non ferire la persona in sé. E anche quando ho un'opinione negativa di un libro, cerco sempre di far divertire coloro che leggono il mio blog: di conseguenza la recensione diventa molto più bonaria di quello che potrebbe essere.

 

E gli autori, accettano le tue critiche?

Onestamente non lo so, ma se non le accettassero, sarei più che felice di discuterne insieme.

 

Cosa pensi del self publishing?

In linea di massima non sono d’accordo, poiché le case editrici hanno nel loro staff persone competenti quindi mi fido della loro opinione. È vero che spesso loro si devono piegare al mercato, quindi preferire determinati libri non perché di qualità migliore ma semplicemente perché più fruibili, ma credo che se il libro in questione merita davvero, una casa editrice che lo accetti la si trova.

 

Se un libro non ti piace, lo recensisci lo stesso?

Sì. E’ molto peggio quando un libro non mi suscita nessuna emozione, rispetto al provare emozioni negative.

 

Un parere per orientarci: cosa occorre a un libro oggi per attirare l'attenzione in un mercato così affollato?

Deve avere una storia che valga la pena di essere raccontata. Prima di scrivere un libro la persona si deve porre, secondo me, queste domanda: “Ho davvero qualcosa da dire?” E ancora: “Ha senso che le persone usino parte della loro giornata a leggere quello che ho da dire?” Se la risposta è sì, allora proseguite con la scrittura, se è no, allora fermatevi e aspettate: evidentemente non è il momento giusto.


Clara Cerri

 

 

lunedì 23 gennaio 2017

Recensione de "L'ultima Vendetta"

L'Ultima Vendetta di Stefania White




  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 2744 KB
  • Lunghezza stampa: 157
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
Vendita Euro 0,99

Sinossi

2014- Xavier è un ex poliziotto, ha perso sua moglie e sua figlia per colpa di un assassino ancora senza volto. Si sente in colpa perché, proprio per un sadico gioco, è stato lui a premere il grilletto contro la moglie. 

Dopo che si è allontanato dal resto del mondo riceve una visita dal suo ex collega e migliore amico Mikael: in città c’è stato un nuovo omicidio con le stesse caratteristiche che aveva portato via la famiglia di Xavier. Anche se con molti dubbi accetta di fare da consulente per il caso ma da quel momento non deve fare i conti solo con i nuovi omicidi, ma anche con un’ombra che arriva dal passato, che ha pianificato tutto nei minimi dettagli per riuscire a vendicarsi ma l’ex poliziotto scoprirà presto che tutto ciò in cui credeva era solo un illusione. 

Recensione


“L’ultima vendetta” è un romanzo molto impegnativo, tanti personaggi, forse un po’ troppi, che puoi identificare nell’assassino; un movente impossibile da immaginare, infatti mi ha lasciato un po’ interdetta.
 Stefania White ha messo su carta un giallo al di fuori degli standard, psicologico e sempre sul filo del rasoio. Tante volte mi sono ritrovata con il respiro a metà, aspettando di conoscere, riga dopo riga, quello che poteva accadere.
Il protagonista principale, Xavier vivrà un percorso emozionale basato su un lutto ritrovando se stesso in un crescendo di colpi di scena.
Il lettore che leggerà questa storia starà sempre con il fiato corto; correrà con i personaggi e sentirà la loro sofferenza. Xavier e Mikael vi porteranno dentro una storia complicata e generosa di colpi di scena, fino all’improbabile fine.
in conclusione è un romanzo che forse andava rivisto sotto alcuni aspetti, comunque consigliato agli amanti del thriller.













venerdì 20 gennaio 2017

Interviste ai blogger: La Lettrice Rampante


Intervista alla Lettrice Rampante

 

La nostra intervista di oggi è dedicata a una lettrice attenta e coraggiosa, che come Il Barone Rampante di Calvino ha scelto i libri come posto tutto suo per vivere, sia nel quotidiano che nella sua attività di blogger. Con lei abbiamo spaziato con lo sguardo sul panorama letterario attuale e abbiamo parlato di cosa la fa ben sperare per il futuro, di responsabilità del blogger, di libri che non si riescono a finire.

Trovate il suo blog a pois e le sue recensioni qui     

 



Benvenuta e grazie per aver accettato questa intervista. Chi sei nella vita di tutti i giorni?
Grazie a te per avermela proposta!
Nella vita di tutti i giorni sono Elisa e di mestiere faccio la traduttrice dall’inglese e dallo spagnolo e la editor. Nel tempo libero leggo un sacco, scrivo su un blog a pois e gioco con una gatta buffa. Ho passato i trenta da un paio d’anni e iniziato da poco una nuova fantastica vita con il mio compagno.

 

Come è cominciato il tuo rapporto con i libri?

È iniziato da bambina, anche se non nel migliore dei modi. I miei genitori leggevano o raccontavano sempre storie prima di dormire a me e ai miei fratelli, ma quando è stato il momento di iniziare a leggere da sola ho subito un piccolo trauma, causato dalla scelta sbagliata (per me) del primo libro da leggere. Si trattava di Pollyanna, su cui credo di essere rimasta bloccata per mesi e mesi, senza però riuscire a ricordarmi oggi se l’avessi poi finito. Dopo quello, per me una noia mortale, per fortuna è arrivato Il giornalino di Gian Burrasca di Vamba e tutta una serie di libri della collana Il battello a vapore, che mi hanno finalmente fatto appassionare alla lettura. L’amore vero e proprio è scoppiato poi con Roald Dahl, in quarta o quinta elementare. Da allora non ho più smesso di leggere.


Perché hai deciso di aprire un blog letterario?

Ho deciso un po’ per caso, una mattina di poco più di sette anni fa. Avevo un blog personale, in cui però la maggior parte dei post erano dedicati ai libri che leggevo. Quindi mi è sembrato naturale aprire un blog nuovo interamente dedicato alle mie letture, per raccontare le mie impressioni e confrontarmi con altre persone, visto che dal vivo non conoscevo nessuno di altrettanto appassionato ai libri con cui poterlo fare.

 

C'è un genere letterario che proprio non sopporti, o leggi di tutto?

Non leggo fantasy, né quello tradizionale né tutti i suoi derivati (urban fantasy, paranormal fantasy e tutti quei nomi strani per identificare generi che quando ero giovane io nemmeno esistevano). È sicuramente un mio grosso limite, che però, a parte qualche rarissimo caso, non riesco proprio a superare.

 

Ti capita mai di cominciare un libro e non finirlo?

Certo, sì. Anche se cerco sempre di finire i libri che inizio, ci sono state diverse volte in cui proprio non ci sono riuscita. Siddartha di Hesse, per esempio, l’ho iniziato almeno tre volte senza mai arrivare alla fine. Il signore degli anelli, anche, è fermo a pagina venti da almeno cinque anni. Chissà, magari un giorno riuscirò ad andare avanti e finirli, anche se non credo ci si debba imporre necessariamente una lettura se non ci piace.

 

Cosa ti conquista di più in un libro, lo stile o la storia?

Dipende dall’autore, dal libro, da quello che io mi aspettavo di trovarci e da quello che vuole raccontare. Sono entrambi aspetti molto importanti di un romanzo: uno stile scialbo può rovinare una storia bellissima, così come uno stile incredibile può rendere bellissima anche una storia banale. Non sopporto però molto l’autoreferenzialità di certi stili e di certi autori: se il tuo scopo è solo far vedere che sai scrivere, secondo me non dovresti nemmeno pubblicare.


Preferisci una storia che "cresce" gradatamente d'intensità e di interesse, o una storia che dà il massimo già dall'inizio?

Anche in questo caso, dipende dal libro. Ci sono romanzi che partono con il botto e poi lo mantengono fino alla fine; romanzi che partono bene e poi si perdono; e romanzi che magari iniziano lentissimi ma poi pian piano diventano molto potenti. Oppure casi in cui in realtà non succede niente dall’inizio alla fine, ma si tratta comunque di gran bei romanzi (l’esempio più classico è Stoner di Williams).

 

Cosa ti dà speranza, nel panorama letterario ed editoriale attuale?

Le case editrici indipendenti, che fanno della qualità e non della quantità di libri pubblicati il loro marchio e che esplorano anche mondi nuovi, spesso mai considerati.
I tanti lettori appassionati ed esigenti, che non si accontentano dei best seller pubblicati dai grandi editori ma cercano sempre storie nuove e appassionanti, fregandosene delle classifiche e delle mode.


Quale ti sembra, invece, la principale piaga della letteratura e dell'editoria attuale?

Ce ne sono diverse, secondo me. I troppi libri inutili che vengono pubblicati ogni anno (lo so, sto per dire un’ovvietà, ma siamo un paese in cui si legge pochissimo eppure si pubblica tanto, tantissimo, troppo); la sempre più netta trasformazione del libro in un mero prodotto commerciale, a breve scadenza (i libri sono ovviamente prodotti commerciali, l’editore è un’impresa che deve vendere per poter sopravvivere, ma è triste che la vita media di un libro si sia ridotta a pochissimi mesi); il fatto che tanti pensino di poter scrivere, dimenticandosi però che prima bisognerebbe leggere; e poi, anche se forse come membro della categoria non sta tanto bene dirlo, certi blog e canali nati teoricamente dalla passione di chi li ha aperti ma che si sono poi trasformati in semplici vetrine pubblicitarie per gli editori, di cui ricercano continuamente l’attenzione fregandosene invece dei lettori.

 

Ti definiresti "buona" o "cattiva" con gli autori?

Mi definirei onesta. Se un libro non mi piace lo dico, senza farmi problemi e ovviamente nel rispetto del lavoro altrui. Come lettrice sono la fruitrice del “prodotto libro” (anche se è una definizione molto brutta, me ne rendo conto) e se questo non mi è piaciuto, avendoci speso tempo e soldi, ho il diritto di dirlo. E poi lo sento anche un po’ come dovere, nei confronti di chi legge il blog: non ha senso dire che è bellissimo un libro che per me non lo è stato, magari per non offendere un editore o uno scrittore. Poi ogni lettore ha il suo senso critico e decide con la sua testa se tenere conto del mio giudizio o semplicemente ignorarlo (ed è capitato spessissimo che mi venisse detto che libri da me consigliati non sono piaciuti e viceversa).

Certo, è capitato che qualche autore si offendesse e se la prendesse un po’ troppo per la mia opinione (però, nel momento in cui pubblichi un libro, dovresti saperlo che lo esponi ai giudizi degli altri, no?), ma anche chi invece mi chiedesse seconde possibilità con il nuovo romanzo.

Cosa occorre a un libro, oggi, per distinguersi in positivo in un mercato così affollato?

Difficile rispondere a questa domanda, perché credo che la risposta cambi da lettore a lettore. Per me non deve seguire le mode (anche perché di solito i romanzi che seguono lo stesso stile di uno che ha avuto un successo clamoroso, difficilmente riescono a bissare quel successo); deve essere ben scritto e raccontarmi qualcosa che non so e magari che non è mai stato raccontato prima, o almeno non così; deve sapermi emozionare, fin dal titolo e dalla copertina (abbasso i libri con i titoli e le copertine tutte uguali!), e affidarsi più al passaparola tra lettori che non al marketing editoriale. Ma io, ammetto, sono una lettrice un po’ snob.